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Don Renzo del Fante ... e suo testamento spirituale

Il respiro dell’uomo si fa sempre più affannoso ed egli spesso giace su sé stesso ricurvo e abbandonato a “quell’aria malsana” che è riuscita ad annullarei veri “profumi”. 
La Misericordia della Paterna Provvidenza nella Sua Onnipresente grazia, ha pensato a far fiorire dal deserto “oasi salubri” capaci di restituire vigore e forza a quello spirito percosso e dilaniato da una sfilza di peccati dalla materia grave. 
 Quanti cercano sinceramente la Verità a chi si possono affidare senza essere delusi?.Se appare spontaneamente semplice dare una risposta alla luce di una ragione illuminata è pur vero che l’insorgere di “nuove morali”,pregne di immoralità, sconcertano e diffondono maggiori incertezze rendendo più difficile la personale conversione. Il giardino della Celeste Verdura è uno di quei luoghi che lo Spirito ha fatto nascere nel cuore del mondo perché l’uomo, dopo la caduta, possa in un certo senso ritrovare sé stesso, purificarsi nella memoria, rinnovandosi totalmente nell’animo al fine di prepararsi all’incontro più grande: quello Eucaristico. Per non cadere in un deleterio pessimismo, vi propongono la lettura di questo libro sodo nei contenuti e piacevole nella forma, chiaro nei concetti e perfettamente aderente alla vita dei nostri giorni. Chi scrive il “messaggio che l’Amore Trinitario non ha ancora terminato” di affidare al suo popolo attraverso la persona della Santissima Vergine dell’Eucaristia, è una giovanissima mamma che già conosce la fatica di credere e il peso di una croce più grande delle nostre che non le viene risparmiata!
Mentre consideriamo come sia sua la mano che scrive, suo lo stile nell’esporre il pensiero, ci sentiamo affrancati all’idea che chi la illumina e guida è un’altra Mamma dal Cuore ferito angosciato per il malessere dell’intera famiglia umana, la Regina dell’universo intero. 
Sulla mia scrivania di sacerdote che da mezzo secolo si interessa nel concreto di persone con vere o presunte “locuzioni, visione interiore, apparizioni”, si affollano fogli e opuscoli dalla provenienza più disparata. Usando, indegnamente quel piccolo discernimento che il Signore mi concede, passo le mie giornate a dare una destinazione a questi messaggi: una buona parte prende quella del cestino; altri, di origine incerta, vengono rispedite al mittente perché le persone riceventi “certuni messaggi” si rifacciano ad una guida spirituale; altri infine, appartenenti a persone che ho conosciuto direttamente, li medito con “intelletto d’amore e perspicacia spirituale” laddove vi si ravvisa equilibrio nello stile o fedeltà alla Dottrina della Chiesa, incoraggio ben volentieri a non trattenere egoisticamente, né a nascondersi per paura della critica umana. Ebbene, leggendo e meditando questo ultimo scritto proveniente da Manduria confermo ancora una volta la mia fiducia nell’onestà intellettuale di Debora Marasco che dice e scrive la Volontà del Cielo, data a lei, perché a noi sia rivolta!
Nulla si toglie e nulla necessita di aggiunte: l’intero testo risulta essere meravigliosamente una matematica tabella in mano ad abile Docente! Chi crede di essere obbligato a dare credito a questa figliola sbagli perché ella è solo un richiamo ed un aiuto per molte anime lontane da Dio, tuttavia bisogna riconoscerle una forza oltre i limiti naturali. Sono riconoscente allo Spirito di Dio, dal quale proviene ogni bene, di avere scelto, fra altre anime, anche Debora che Lo ha corrisposto con singolare prontezza e indefessa costanza, atti che meritano tutta la nostra ammirazione. Difficoltà e contraddizioni sono stati il suo pane quotidiano e ciò non fa che dare un’enorme merito a tutta l’opera da lei sostenuta e di cui, oppositori a parte, gode ovunque e a tutti i livelli,di una certa fama. Infine un’ultima considerazione la rivolgo a quell’ardore apostolico che caratterizza ogni passo che Debora sta ancora compiendo sui sentieri più difficili della terra: se i primi Apostoli avesse avuto paura del potente Sinedrio, se si fossero fermati dinnanzi alle loro debolezze e se avessero ubbidito piuttosto agli uomini che a Dio, come avremmo potuto conoscere ed accogliere la Salvezza?...
Don Renzo del Fante
Melegnano, Festa della Madonna del Rosario
(Tratto dalla prefazione del libro
“Il Mio Messaggio non è ancora terminato”)

TESTAMENTO SPIRITUALE
-La vita è bella in ogni momento-
Lode e amore a Te, Gesù Eucaristico Misericordioso!
Lode e amore a Te Madre mia bellissima! Vergine dell’Eucaristia, Maria Bambina Tu sei la Regina e Corredentrice dell’Universo! Amore e riconoscenza all’immensa Famiglia di Dio!
Nella gioia dello Spirito Santo, chiusi gli occhi alle ombre di questa terra, a tutti Voi, fratelli e sorelle care, ora dico “arrivederci a Casa Nostra!”. RicordateVi che quassù c’è un posto, una missione da svolgere per ciascuno di Voi: che non manchi nessuno, vi scongiuro!
Il libro della mia vita terrena è all’ultima pagina. Prima di mettervi il visto, lasciate che ora lo rilegga, con occhio di Padre comprensivo, il nostro integerrimo Giudice. Non dimenticatemi, se potete, anche quando i fiori del funerale saranno appassiti; ma non parlate di me: né in bene per non sciupare né esagerare e né in male: pecchereste contro la carità verso i defunti.
Tra le infinite altre mancanze, Vi confesso di aver già io parlato troppo, con la voce e gli scritti. Quel mio modo vanitoso di attirare l’attenzione, voleva però esprimere il mio grande bisogno di amare e di essere riamato, nel deserto di un mondo povero e freddo.
Mi piace riconoscere, a Gloria di Dio e di Voi, mio prossimo di ogni giorno, di aver ricevuto in contraccambio del niente che ho saputo dare, tanto rispetto e ascolto, tanta pazienza e, diciamolo chiaro, tanto amore! Davvero la Provvidenza mi ha fatto incontrare gente veramente cristiana, limpida come acqua sorgente.
Vi supplico di pregare molto per me, (mi affido in particolare ai piccoli ed ai sofferenti) e per tutti i defunti, in modo particolare per noi Consacrati. Fui uomo peccatore, Cristiano indeciso, Sacerdote prediletto, è vero, dal quale però Iddio e la Chiesa avevano diritto di aspettarsi qualcosa di meglio.
Ora che gli occhi e la bara sono chiusi, sappiate che Vi vedo meglio di prima: Vi guardo nel cuore, Vi chiamo sommessamente per nome e Vi voglio Bene, fratelli e sorelle, assai più di prima.
Sì, o miei ormai amatissimi, (poiché la morte non raggela, ma purifica e riscalda gli affetti), la mia fatica, il mio tempo di arare e passare alla semina, è finalmente concluso. A Voi, che siete ancora in cammino, auguro di portare volentieri quella Croce che è la nostra salvezza. E quando Dio chiamerà anche Voi, Vi auguro una morte serena e santa. Per quell’incontro inevitabile con Dio, vorrei esserci anch’io, per dire a Gesù una parola a Vostro favore, complimentandomi per la Vostra buona riuscita.
Guardate verso l’alto e, finchè il cuore Vi batte nel petto, sempre avanti! Amate Gesù, amate la Sua e nostra Mamma, amate la Chiesa. Amate tutti, proprio tutti, compresi i nemici. Perdonate (anche a me!) e vi sarà perdonato!
Arrivederci in quella vita che è sempre nuova, pur essendo Eterna. E, come Paolo, anch’io Vi saluto e Vi invito a scambiarVi il bacio santo della vera pace!
Don Renzo del Fante

Corrido (Co), 25/11/1928                                                                        Melegnano (Mi), 01/08/2013

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